Il Growth Hacking | Giovanni Pennucci - Web Specialist
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Coniato nel 2010 da Sean Ellis, il termine Growth Hacking indica un’insieme di strategie di web marketing volte a far crescere il più velocemente un’impresa facendole acquisire un maggior numero di utenti. In generale le strategie di Growth Hacking sono particolarmente consigliate per le startup, ma la verità è che qualunque impresa, piccola, media o grande che sia, può far ricorso ad un Growth Hacker per migliorare le vendite.

Se cerchi su Wikipedia troverai la seguente definizione
“il growth hacking è un processo di rapida sperimentazione attraverso una serie di canali di marketing per individuare i modi più efficaci per far crescere un business.”  – Sean Ellis

Sicuramente è una buona definizione, ma siamo sicuri che questa risposta non vi basta. Per capire meglio di cosa stiamo parlando cerchiamo di capire chi sono i veri proragonisti di questo nuovo (per l’Europa) fenomeno.

Chi sono i Growth Hackers?

I Growth Hackers sono specialisti il cui unico obiettivo è la crescita. Dare una definizione di questa figura professionale è abbastanza complicato, volete sapere il motivo? Il Growth Hacker è una persona con una conoscenza a 360° in merito al marketing online, dotato anche di nozioni di programmazione e di una buona immaginazione che gli consente di sviluppare strategie innovative, economiche e di successo.
Per ottenere questi risultati i Growth Hackers, oltre alle competenze necessarie, ricorrono ad alcuni strumenti che gli consentono di sviluppare una strategia vincente. Di risorse di questo tipo ne esistono moltissime, tra le più conosciute/utilizzate ci sono: AdRoll, Optimizely, Trakio, BuzzSumo, Click to Tweet, OptimizePress, AdEspresso etc.
Tuttavia è bene ricordare che i Growth Hackers sono in continua evoluzione, sempre alla ricerca di nuovi strumenti e strategie che permettano di generare il maggior numero di conversioni e azioni. In altre parole, aumentare le vendite.

Gli strumenti del Growth Hacking

I canali di crescita e quindi gli strumenti del growth hacking per far crescere un’impresa variano in base alle caterogie e alla tipologia del cliente target di uno specifico prodotto/servizio. Ad esempio, la maggior parte degli strumenti di marketing delle imprese beneficiano di contenuti di marketing per la loro crescita. Due dei canali che avranno una importanza sempre più rilevante nel futuro delle imprese sono sicuramente Google, per la ricerca, e Facebook.
Per quanto riguarda le tecnologie da utilizzare, sicuramente è utile conoscere strumenti per l’automazione delle attività del marketing e il retargeting. Entrambe queste tecnologie sfruttano la potenza dei dati, per targetizzare l’audience con il giusto messaggio e massimizzare in questo modo la risposta e la conversione degli potenziali clienti.  Per quanto riguarda i prodotti, è importante iniziare ad avere una conoscenza approfondita di strumenti come Google Analytics e Hubspot. Entrambe sono molto sofisticati una volta che si inizia ad approfondirne lo studio.
Oltre a questi due strumenti ne esistono molti altri che i Growth hacker utilizzano per sviluppare e migliorare le loro strategie. Tuttavia è bene ricordare che la principale arma a sua disposizione è la creatività, dunque non pensiate che copiare o utilizzare certi strumenti sia sufficiente per far di voi un Growth hacker.

Optimizely

Che sia un negozio fisico o online a fare la differenza sono i dettagli. Grazie ad Optimizely potrete conoscere quale versione del vostro sito, o della vostra App, porta più conversioni. Strumento utilizzato da Growth Hacker e professionisti del marketing online in generale per eseguire il tes A/B.

Trakio

Volete conoscere esattamente che cosa fanno gli utenti quando vi visitano? Trakio consente di monitorare i visitatori e fornisce una serie di dati molto interessanti che consentono di aumentare il tasso di conversione. Una vera manna per i Growth Hacker.

AdRoll

AdRoll è uno strumento che ha avuto particolare successo soprattutto negli Stati Uniti e si basa fondamentalmente sulla tecnica di retarketing per aumentare il numero di clienti in maniera esponenziale. Detto in maniera più semplice AdRoll “segue” i vostri visitatori mostrandogli la vostra pubblicità quando navigano su altri siti.

Quali sono le strategie del Growth Hacking?

Da questo punto di vista ci si può sbizzarrire; esistono, infatti, diverse strategie che si possono sfruttare nel web marketing:

Viral Acquisition: Sfruttare le caratteristiche stesse del prodotto per fare in modo che siano gli utenti stessi a parlarne e a condividere informazioni a riguardo.

Paid Acquisition: Esistono diverse forme di acquisizione a pagamento. Tra queste spiccano SEM e Facebook advertising. Per quanto sia una delle strategie utilizzate nel Growth Hacking non rispecchiano esatamente la filosofia del Growth Hacker.

Content Marketing: Creazione di contenuti innovativi (notizie, video, e-books ecc.) che si “auto alimentino” grazie alle condivisioni tramite i Social Network. Vi sembra facile? Vi possiamo assicurare che non lo è.

Email Marketing: Se pensate che l’unica funzione del Growth Hacker non sia solo creare nuovi utenti/consumatori ma creare un rapporto di fiducia e scambio reciproco con questi, l’email marketing è una strategia molto importante.
A/B Testing (Split testing): metodo di analisi che consiste nel comparare due diverse versioni di un sito web on un’App per determinare quale delle due sia la migliore.

SEO: La parola d’ordine è ottimizzazione. Se siete arrivati qua probabilmente è perché state cercando qualcosa in più, una spinta maggiore. In caso contrario ti consiglio di leggere questo articolo.

Scopri di più sul Growth Hacking…

Qui di seguito ti linko alcune risorse che, a mio avviso, sono molto interessanti ed un video di Raffaele Gaito, uno dei più esperti Growth hackers d’Italia.

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